Udinese e grande freddo

Domenica 5 febbraio 2012 – Serie A
Fiorentina – Udinese 3 – 2

Saltato il turno infrasettimanale contro il Bologna a causa della neve, la Fiorentina è di nuovo di scena al Franchi, questa volta contro l’Udinese terza della classe e reduce dalla vittoria contro il Lecce. Il clima non è esattamente paradisiaco: la temperatura è al di sotto dello zero, un vento gelido spazza tutto il campo e per alcuni dei pochi, pochissimi, spettatori presenti la copertina sulle ginocchia è di rigore.

Il gelo atmosferico fa da contrasto al consueto calore con cui alcuni tifosi viola salutano il ritorno a Firenze di Francesco Guidolin. “Maleducati – li apostroferà tutti il tecnico bianconero alla fine della partita – E’ un paio di anni che ci sono tre o quattro personcine delicate che mi aspettano sul vetro dietro la panchina e mi riempiono di volgarità, non ho parole per queste persone e mi dispiace per Firenze, città che amo e che adoro”. Non riamato, evidentemente, ma l’amore non è una cosa semplice.

Per cercare di battere i friulani, Delio Rossi ripropone il 3-5-2 con Cassani e Pasqual sugli esterni e Lazzari confermato accanto a Behrami e Montolivo a centrocampo. Partita a due facce quella del numero 21 viola, che dopo un primo tempo difficile e pieno di errori, nella ripresa risolleva le sorti della sua partita, rendendosi pericoloso e propiziando l’azione del secondo rigore.

E’ proprio da un brutto errore a centrocampo che nasce il gol del vantaggio dell’Udinese al 14′: Montolivo perde un pallone incredibile, innescando prima Armero e poi Di Natale che, solo davanti a Boruc, insacca con uno scavetto spettacolare.

Così, dopo aver tentato di far la partita, la Fiorentina si ritrova ad inseguire giocando, per di più, controvento; al 24′ è Amauri ad avere una buona occasione per riportare il risultato in parità, seguito pochi minuti dopo da un tiro-cross di Lazzari che per poco non beffa Handanovic. L’Udinese, dal canto suo, fa paura ogni volta che riparte velocissima e per poco, al 30′, non raddoppia, di nuovo con Di Natale.

Al 39′ l’episodio che cambia la partita: Benatia, in area, ferma con un braccio un cross di Pasqual: è calcio di rigore. Jovetic, fin lì abbastanza in ombra, s’incarica della battuta, e con un tiro centrale sigla l’1-1.

Dall’1-1 si comincia nella ripresa, con una Fiorentina tornata in campo particolarmente determinata e un’Udinese tutt’altro che rinunciataria. Cassani è molto poco propositivo e quasi assente, schiacciato com’è dalla velocità di Armero, che arriva sempre primo su tutti i palloni. Tutta questa sofferenza termina al 55′, quando l’esterno destro viola trova un bel gol di testa, beffando proprio Armero. E’ il 2-1 che porta avanti la Fiorentina e accende, letteralmente, Cassani, che di qui in poi metterà costantemente sotto il suo diretto avversario e farà sua la fascia destra.

La Fiorentina si è portata avanti, ma l’impressione è che possa ancora succedere di tutto: possono pareggiare i friulani, può chiudere la partita la Fiorentina. Al 65′ Jovetic mette Pasqual a tu per tu con Handanovic, ma il terzino viola si decentra troppo sulla sinistra, fino a perdere l’attimo.

Per chiudere i conti, ci vorrà un altro fallo di Benatia e un altro rigore per la Fiorentina: è il minuto 83, quando Jovetic si fa stendere dal difensore marocchino in area e si procura un altro calcio rigore, che con freddezza trasforma nel 3 a 1 per la Fiorentina.

Tanto per non rinunciare a vivere pericolosamente, quando ormai la testa di tutti è concentrata su una cioccolata calda, all’89′ Torje accorcia le distanze, siglando il 3-2. Non bastano, però, i due minuti di recupero all’Udinese per portare a casa almeno un punto: vince la Fiorentina, per la prima volta in questo campionato ribaltando il risultato. Vince Delio Rossi, la cui cura sembra star sortendo gli effetti sperati. I viola a volte giocano, a volte giochicchiano, ma intanto hanno ripreso a correre per tutti e novanta i minuti. Avete letto bene: c-o-r-r-e-r-e, non camminare in qua e in là, proprio correre, come si confà ad una squadra di Serie A. E chi ci se ne ricordava più?