L’esordio di Amauri e il gatto di Cerci…

29 gennaio 2012 – Serie A
Fiorentina-Siena

A quaranta giorni dalla dimenticabile gara d’andata, Fiorentina e Siena si ritrovano al Franchi di Firenze per inaugurare il proprio girone di ritorno. I Viola si presentano all’appuntamento come di consueto sull’orlo di una crisi di nervi, con una parte della Fiesole che annuncia lo sciopero del tifo per la gara contro i bianconeri. Fin qui nulla di nuovo, si dirà, ma il genio fiorentino non conosce limiti ed ecco che, per la serie “non facciamoci mancare nulla, grazie”, la dirigenza gigliata mette in piedi un contro-sciopero, disertando le prime file della tribuna d’onore.

Eppure sul piano strettamente sportivo gli argomenti non mancherebbero, perché dopo lunga attesa e un rocambolesco viaggio verso Firenze iniziato in macchina e finito in treno, il 25 gennaio Amauri è finalmente della Fiorentina.
L’italobrasiliano arriva abbastanza in sordina: niente adunate oceaniche come si erano viste per El Tanque, nel frattempo tornato in Sud America, niente annunci roboanti, ma parecchia attesa mista a rassegnazione.

Ad arricchire il capitolo delle polemiche fuori dal campo, c’è la telenovela Cerci. Escluso di nuovo per motivi tecnici e di mercato, durante la settimana il fantasista romano si ritrova al centro di una curiosa serie di pettegolezzi cittadini che lo vorrebbero intento a svariate attività ludico-ricreative, tra cui quella di andare in giro con un gatto al guinzaglio. Alla viglia della partita, il buon Alessio affida a Twitter un’importante precisazione, che riportiamo per dovere di cronaca: “…dato che ne continuano a parlare volevo far presente a tutti che io nn ho mai avuto un gatto…figuriamoci al guinzaglio”. E tutta Firenze tirò un sospiro di sollievo…

In mezzo a tutto questo bailamme, gatto di Cerci o no, c’è un derby del Granducato da giocare nel “lunch match” di questa ventesima giornata. Rossi si affida ancora una volta al 3-5-2, con la conferma di Lazzari nel mezzo e un’inedita coppia d’attacco Jovetic-Amauri. Alla disperata ricerca di una buona prestazione, l’ex cagliaritano ci mette una buona ventina di minuti prima di venire a capo della gara, poi, finalmente, dà libero sfogo alle sue qualità: una prodezza del portiere Pegolo, al 40′, gli impedisce di segnare un gran gol con una bella girata di testa.

Ma dietro l’occasionissima mancata di Lazzari c’è lo zampino del redivivo Cassani, davvero in gran forma: per lui tanta corsa su e giù per la fascia destra e diversi cross interessanti che ne fanno una vera e propria spina nel fianco della retroguardia senese.

Ma è dalla sinistra che il risultato si sblocca dopo soli 4′: rimessa laterale all’altezza dei quindi metri per Jovetic, che si accentra con una finta e fa partire un missile che batte Pegolo. 1-0 viola!

Colpito a freddo, il Siena stenta ad entrare in partita e la Fiorentina ha gioco facile nel gestire il vantaggio, aiutata da un Amauri famelico in area di rigore che corre, lotta e ci prova da tutte le angolazioni e in tutti i modi. Quando, tra gli applausi, lascia il posto campo a Ljajic, all’87′, si contano almeno tre occasioni-gol per l’ex juventino, sventate da altrettante prodezze del portiere del Siena che gli negano la gioia del gol all’esordio.

Gioia negata a metà, perché tutto il da fare che il nuovo 11 si dà lì davanti, porta comunque i suoi frutti: al 64′ Montolivo batte una punizione che è una sorta di calcio angolo corto, pallone in mezzo per l’incornata prima di Amauri e poi di Natali che trafigge il Siena per la seconda volta. 2-0!

Sembra fatta, e invece i Viola non risparmiano ai pochi spettatori un ultimo brivido. Nastasic, autore di una prestazione comunque maiuscola, sbaglia il tempo e, all’87′, tocca di mano in area. Dal dischetto Calaiò non perdona e accorcia le distanze, siglando il 2-1 che riapre la partita.
Partita che, però, non ha più nulla da dire, visto che negli ultimi minuti i Viola riescono a non perdere la testa e a reggere all’impatto del forcing del Siena. Finisce 2-1 per la Fiorentina che in classifica si porta a quota 25, a -10 dall’Europa e a +9 dalla Serie B. L’obiettivo rimane quello dei 40 punti il prima possibile, ma quantomeno, dopo tanto tempo, con Amauri il Franchi è tornato a divertirsi.

Martedì 31 gennaio si chiude il mercato di riparazione, giusto alla vigilia di un intelligentissimo turno infrasettimanale in notturna contro il Bologna, proprio quando mezza Italia sta finendo sotto la neve, nello stupore misto a disappunto di qualche alto dirigente della Lega, cui potete togliere tutto, ma non una bella partita a -17° il primo febbraio alle nove di sera. E che non osi far freddo d’inverno, perdinci, puntualizzano in serata da Milano.
Dopo Amauri, Corvino sembra aver messo in saccoccia un bel po’ di colpi: El Hamdaoui, attaccante dell’Ajax, Guido Pizarro dal Lanus, Ruben Olivera dal Lecce, Kenneth Zohore dal Copenaghen. Ma negli ultimi minuti si consuma la frittata e nell’orario di chiusura del mercato, alle 19, i contratti di Pizarro e di El Hamdaoui non vengono depositati. Il primo per una questione legata allo status di extra-comunitario, il secondo perché il club olandese, a detta della società viola, all’ultimo ha fatto saltare la trattativa. Sarà. Fatto sta che dopo un mese di sofferenza, con Babacar finito in prestito in Spagna, alla fine la Fiorentina si ritrova ancora con una sola prima punta, Amauri, almeno finché Zeffirelli non se lo prende per fargli fare il remake di Gesù di Nazareth. Nel frattempo, la partita del Dall’Ara viene rinviata. Chi vivrà, vedrà.