L’attacco spuntato

11 gennaio 2012 – Coppa Italia
Roma – Fiorentina 3-0

Da una parte c’è la Roma assetata di vendetta, dall’altra la Fiorentina chiamata a non gettare al vento l’unico obiettivo stagionale ormai raggiungibile. Si gioca all’Olimpico, in una gara secca valida per l’accesso ai quarti di finale di Coppa Italia contro la Juventus. Una partita importante, insomma, per la quale Delio Rossi dà fiducia alla linea verde e al 3-5-2, con Neto in porta, Natali a fare da chioccia a Nastasic e Camporese, Salifu confermato a centrocampo e davanti la coppia delle meraviglie Jovetic-Ljajic.

L’avvio della Fiorentina è promettente, con Jovetic che al 15′ pennella un pallone perfetto per Ljajic che si ritrova solo davanti al portiere. Il ‘ragazzino’, però, non riesce a prendere il tempo a Stekelenburg, che gli chiude lo specchio della porta. A centrocampo, Riccardo Montolivo e le sue accelerazioni sono una grossa spina nel fianco per gli avversari: quando va in pressione, l’ex capitano viola mette in crisi tutta la retroguardia romanista e al 18′, di tacco, per poco non sfiora il vantaggio su cross di Behrami.

Dopo l’inizio arrembante, nell’ultimo quarto d’ora la Roma comincia a rendersi pericolosa, soprattutto con Totti e Lamela, ma si va comunque a riposo sullo 0-0.
Nella ripresa, la Fiorentina paga lo scotto delle energie spese nel primo tempo e si fa mettere sotto dai giallorossi, che al 53′ passano in vantaggio proprio con Lamela, complice una svirgolata clamorosa di Nastasic. La reazione viola, però, è immediata con Pasqual (ribattuto sulla linea) prima e con Cerci (miracolo del portiere) poi.

Gol sbagliato, gol subito, ancora una volta per colpa di un’ingenuità di un giovane viola: Salifu perde palla davanti alla propria area e innesca Totti, che mette Lamela davanti a Neto per il 2-0. E’ il gol della resa. Il terzo e definitivo gol della Roma arriva al 75′ con Borini, complice un rinvio sbagliato del portiere giglieto, quando ormai i giochi sono ampiamente fatti. La Fiorentina lascia la Coppa Italia con l’amaro in bocca per un risultato sulla carta netto, ma assolutamente fuorviante rispetto a quel che si è visto sul campo. Tre errori di tre giovani talenti viola hanno deciso la partita. Peccati di gioventù, si dirà. La consolazione – magra – è il gran gioco visto nel primo tempo: che sia la volta buona per la svolta?

15 gennaio 2012 – Serie A
Fiorentina – Lecce 0-1

La prova del 9 arriva quattro giorni dopo, contro il Lecce di Serse Cosmi. In casa viola tiene banco il problema dell’attacco che non c’è: quando siamo giunti ormai a metà della finestra di mercato, ancora il sostituto di Gilardino non s’è visto e la Fiorentina è costretta a schierare ancora una volta Ljajic a far coppia con JoJo.

In campo, dal primo minuto, c’è anche il contestatissimo Vargas. Una nota di cronaca, questa, che proponiamo certi di rendere un servizio gradito a tutti quelli che non se ne sono accorti. La gara del peruviano, infatti, è di nuovo ampiamente insufficiente, anche se sono da segnalare un paio di cross spettacolari… per la punta che non c’è.

Cross di Vargas o no, la mancanza di un cannoniere che scardini la difesa del Lecce è quantomai evidente, perché le magie di Jovetic, solo contro tutti, non bastano a superare Benassi. Al 35′ (sic) la Fiorentina ha la sua prima nitida occasione da gol con Ljajic, che salta il portiere ma incespica clamorosamente sul pallone al momento di calciare. Al 51′, lo stesso Ljajic si concede il bis: messo davanti al portiere avversario da JoJo… si allunga troppo il pallone.

Il problema è che mentre la Fiorentina si limita a cincischiare fino alla tre quarti, in campo c’è chi si ricorda che lo scopo del gioco è far gol, e purtroppo a farlo non è un giocatore della Fiorentina. L’errore fatale, questa volta, è di Natali, che in un’azione di contropiede del Lecce entra in ritardo su Muriel in area. Per l’arbitro è rigore: Di Michele, dal dischetto inguaia i gigliati siglando lo 0-1.

Dal gol del Lecce in poi, la partita disperata della Fiorentina è tutta racchiusa nell’ultima azione d’attacco gigliata, al 94′, con Cerci che batte una punizione dal lato corto dell’area e Boruc, persino lui, è lì, nel mucchio, a tentare una prodezza rara per un portiere. Prodezza che, però nemmeno può tentare, perché la battuta del Thierry Henry di Valmontone è preda della difesa leccese. La Fiorentina perde in casa 1-0 contro il Lecce e fuori dallo stadio scoppia la contestazione contro giocatori e società.

 15 gennaio 2012 – Serie A
Cagliari – Fiorentina 0-0

Una settimana non è stata sufficiente né a placare le polemiche – del resto la classifica è quella che è – né a far arrivare il nuovo attaccante. Siccome a Firenze siamo dei viziosi che non si fanno mancar nulla, alla vigilia ci si mette nel mezzo pure un piccolo infortunio a Jovetic; per Cagliari, quindi, parte la Fiorentina più spuntata della storia, col primavera Acosty chiamato di corsa in prima squadra.
E così, dopo il 5-5-5 bizona di Oronzo Canà, ecco il 3-7-0 o così o pomì di Delio Rossi, che in avanti schiera nientepocodimenoche Ljajic prima punta e Lazzeri a far praticamente da seconda.
Per aggiungere un po’ di pepe al tutto, la partita inizia con 30′ di ritardo, a causa della sacrosanta protesta degli operai dell’Alcoa che “assediano” la Fiorentina all’uscita dall’albergo.

Pronti, via e la partita si presenta per la via crucis che sarà, perché a differenza dei viola, il Cagliari chi fa gol ce l’ha. Il primo tempo è a tratti un assedio alla porta di Boruc, con Cossu che dopo soli 10′ costringe il polacco al miracolo, inaugurando una serie infinita di occasioni mancate per i sardi.

La Fiorentina si fa vedere in avanti una sola ed unica volta al 44′, con una bordata del bomber Lazzeri respinta da Agazzi. Poi null’altro.

Null’altro perché nel secondo tempo lo 0-0 sembra andar bene a tutte e due le squadre, che di fatto, smettono di giocare: nessuna occasione né da una parte, né dall’altra, in attesa del triplice fischio che mette fine all’agonia calcistica del Sant’Elia. In tanto squallore, brilla Valon Behrami, come sempre sugli scudi.

Da Cagliari arriva quindi un punto misero, ma d’oro scintillante che porta la Fiorentina a -18 dall’agognata quota 40. “Tutto sommato sono soddisfatto” ha detto Delio Rossi a caldo. E ci mancherebbe altro… ma al giro di boa, se la difesa gigliata è la terza del campionato, con soli 16 gol al passivo, l’attacco è il quart’ultimo del torneo, con appena 18 realizzazioni. Buona fortuna, Amauri…