Quando (ri)nasce un amore…

La Firenze ‘liberata’ è una città che ribolle di passione e pullula di entusiasmo. Firenze è tornata ad essere una città allegra, che trasmette emozioni.
Anche senza motivazioni concrete – la nuova creatura di Rossi non è ancora scesa in campo in una partita ufficiale – c’è la certezza di un rinascimento calcistico che mai sarebbe potuto sbocciare sotto il giogo di Sinisa Mihajlovic.
Mai in precedenza l’esonero di un allenatore era stato accompagnato da tale trasporto, mai in precedenza Firenze si era mostrata così compatta dinanzi ad un divorzio, doloroso solo all’apparenza.

La fine di un amore mai nato
Diciamolo francamente, erano molti mesi che la città non sopportava più l’idea di calcio di Mihajlovic, se mai fosse esistita. Era questo sostanzialmente il problema, visto che con l’uomo-Sinisa, Firenze non ha mai avuto reali attriti e visto che l’addio, anche grazie alla lettera di scuse scritta dall’allenatore serbo, è stato pacifico e sereno.
Non era più il caso di proseguire con questo supplizio e il coro ‘Sinisa salta la panchina’, intonato anche dopo il successo col Genoa era un messaggio chiaro ed inequivocabile.
Ciò che imputata la città alla società – più precisamente al direttore tecnico Pantaleo Corvino – non è tanto aver toppato completamente l’individuazione dell’erede di Cesare Prandelli, quanto l’averlo difeso a lungo contro l’evidenza dei fatti e infine l’averlo confermato per questa stagione. Con la ghigliottina dell’esonero inevitabilmente pronta a cadere entro l’autunno.

Meno male che Delio c’è
Ma restiamo al presente, un presente tornato ad essere esaltante e scottante. C’è, se Dio vuole, Delio Rossi sulla panchina della Fiorentina, l’allenatore che la città invoca da mesi, l’uomo che ha risposto picche ad almeno altri cinque presidenti, pur di vestire viola.
Firenze e Rossi si sono annusati, cercati, attesi a lungo; adesso sono pronti a consumare l’amore. Andrea Della Valle, ringalluzzito dall’entusiasmo del pubblico e della città, in delirio per la prima uscita di Delio contro la Rondinella, è stato categorico nel ripetere, in modo assillante, l’obiettivo stagionale: un piazzamento Europeo.
“Niente è perduto, siamo a novembre e non è troppo tardi”, ha ribadito il presidente viola (per convenzione abbiamo deciso di mantenergli la carica nominale). E’ vero, non è tardissimo, certo è che se l’allenatore fosse stato cambiato alla pausa precedente, adesso la Fiorentina avrebbe ‘guadagnato’ un mese.

Trenta giorni per decidere un’intera stagione
Serve un’impennata d’orgoglio, proprio nella fase più difficile del calendario. Davanti alla Fiorentina si prospettano le sfide a Milan e Roma in casa, Palermo e Inter in trasferta. In tempi di depressione avremmo ipotizzato un drammatico “zero punti in quattro partite”, adesso con Rossi che ci fa sognare non ci accontenteremo quasi quasi neanche di farne sei.
Bisogna stare con i piedi per terra tuttavia, Delio sa fare i miracoli, ma un po’ di tempo gli serve. Una cosa è fuori discussione: la Fiorentina deciderà la propria stagione proprio in questo mese. Se riuscirà a recuperare parte dei punti sperperati nella prima parte di campionato, potrà veramente pensare, con un grande girone di ritorno, di rientrare in corsa per un piazzamento europeo. Altrimenti saremo costretti a concentrarsi esclusivamente sulla Coppa Italia (Rossi l’ha vinta recentemente con la Lazio e persa in finale lo scorso anno alla guida del Palermo).

E’ finito l’happy hour: in testa solo Firenze e la Fiorentina
Dipenderà molto da quanto sapranno incidere i calciatori “più pagati”, quelli finiti del mirino della mitragliatrice della società dopo l’umiliante sconfitta di Verona. Gilardino, Montolivo (giunto all’ultimo mese in viola) e Vargas dovranno darsi una svegliata e cominciare a determinare come ha fatto, fino a questo momento, il solo Jovetic, un gioiello dal valore assoluto.
Lo ha ripetuto ossessivamente anche il presidente Della Valle, lo ha fatto capire in modo deciso Rossi negli spogliatoi in questi giorni: “Non saranno più tollerati atteggiamenti poco professionali e la violazione delle regole civili stabilite dalla società”. I tifosi vigileranno, la città starà addosso ai giocatori: per un bel periodo niente più bagordi, niente più sbronze, niente più notti brave, niente più festini a luci rosse. Tutti concentrati sulla Fiorentina e sugli obiettivi sportivi da raggiungere. La sensazione è che la tolleranza sugli sgarri sia ridotta pressoché a zero. “Per i trasgressori – ha minacciato Andrea Della Valle – saranno dolori”. Finalmente, aggiungiamo noi.

Prima di tutto, tornare a divertirsi
Il debutto di Delio Rossi sulla panchina della Fiorentina è dunque da brividi. Al Franchi arriva il Milan, la squadra più in forma del campionato: i campioni d’Italia, dopo un inizio stentato, hanno infilato cinque vittorie consecutive condite da 17 gol, hanno travolto tutti gli avversari che hanno incontrato sulla propria strada.
La squadra di Allegri, in modo particolare nelle ultime tre partite, contro Parma, Roma e Catania è stata davvero impressionante nell’esibire la sua forza dirompente. Contro il Milan la Fiorentina perde regolarmente da diversi anni, a volte in maniera ineccepibile, come nello scorso aprile, a volte in maniera incomprensibile ed immeritata (ricordate che ‘truffa’ il tiro Rosetti – Huntelaar – Pato?). L’ultimo successo viola risale alla prima stagione di Prandelli, praticamente un secolo e mezzo fa.
Cos’è giusto chiedere a Rossi? Inutile dire che un debutto con vittoria di prestigio manderebbe in visibilio la città e probabilmente potrebbe anche spingere i più ottimisti a riparlare di scudetto.
Cercando però di essere ragionevoli e realisti, iniziamo a pretendere una Fiorentina più determinata, più organizzata e in grado di offrire qualche combinazione offensiva divertente per il pubblico. Il risultato, credeteci, questa sera, conta molto meno di altre volte. Se arriverà qualcosa in classifica, sarà tutto guadagnato.

La passione si è riaccesa: ecco la prima vittoria di Rossi
Già, il pubblico. E’ previsto, per la ‘prima’ di Delio, il record stagionale di presenze. Ci sono persone che, coerenti come solo i fiorentini sanno esserlo, da mesi hanno disertato sistematicamente lo stadio e che si ripresenteranno stasera per dare sostengo alla squadra. Questa può già considerarsi a pieno titolo la prima vittoria di Rossi. Le altre, le aspettiamo dal campo. In bocca al lupo, Delio. E sempre, forza Fiorentina!

Cristiano Puccetti