Si riaccende il desideDelio… di Fiorentina!

25 ottobre 2011 – Serie A
Juventus – Fiorentina 2-1


Alla vigilia della Partita con la P maiuscola, Mihajlovic la spara grossa: “Vogliamo essere i primi a battere la Juventus nel suo nuovo stadio”. Sa bene il tecnico serbo che nella sfida di Torino si gioca bella fetta di stagione, non tanto per la classifica, quanto per la credibilità tra i tifosi, da un pezzo giunta ai minimi storici. Squalificato Montolivo, tocca a Kharja prendere il posto dell’ex capitano viola, mentre Cerci viene confermato sulla destra… non si sa a fare cosa, visto che per un tempo non tocca palla e nella ripresa viene sostituito da Gilardino.

Pronti, via e si capisce che la Fiorentina sta per entrare nella storia. Non per aver battuto la Juve per la prima volta nel nuovo stadio, ma per essersi fatta prendere a pallate come mai prima d’ora: Boruc si fa in quattro e limita i danni, ma nulla può al 13′, quando Bonucci porta in vantaggio i bianconeri sugli sviluppi di un calcio d’angolo, complice una difesa viola incredibilmente ferma.

Storico anche il record della Juventus, che alla fine del primo tempo va negli spogliatoi con un misero 1-0 in tasca, risultato miserrimo a fronte di una quantità industriale di palle-gol sbagliate contro un avversario inesistente. Nella ripresa, però, la Fiorentina torna in campo con un piglio diverso e al 57′ trova il gol con Jovetic, che centra l’incrocio dei pali con un tiro dalla distanza.

Il momento buono dei viola dura giusto il tempo di illudere i tifosi arrivati fino a Torino, perché otto minuti dopo i bianconeri si riportano davanti con Matri. E finisce come era iniziata: Fiorentina alle corde e Juventus che fa quello che vuole. Al triplice fischio è 2-1, e se i bianconeri non dilagano è un miracolo che si deve in parte al gladiatore Behrami, ultimo baluardo a difesa di una squadra allo sbando e assente a se stessa, che corre, s’impegna, fa quel che può e alla fine si prende pure un giallo che gli fa saltare la partita contro il Genoa.


30 ottobre 2011 – Serie A
Fiorentina – Genoa 1-0

Cinque giorni dopo Torino, nella sfida-riscatto contro il Genoa, per Mihajlovic l’unica alternativa è vincere, e per farlo il serbo si gioca due carte a sorpresa: una è Romulo, alla prima da titolare, l’altra Kharja, in campo nonostante le polemiche sulla sua strana vita da pendolare tra Firenze e Milano.

La Fiorentina parte forte e si propone bene in avanti, a sinistra con Pasqual, davvero un altro giocatore rispetto a quello visto in campo contro la Juventus, e a destra con Romulo, che fa ammattire la retroguardia rossoblù. Alla fine i gigliati passano: da Jovetic per Pasqual, pallone in mezzo per Lazzari che dall’altezza del dischetto del rigore batte l’acclamato ex Frey. Al 41′ è 1-0 per i viola.

Troppo bello per essere vero: vuoi vedere che proprio quando tutti lo davano per spacciato, Mihajlovic ha trovato la quadratura della sua Fiorentina? Tutti ci sperano, ma intanto, nella ripresa lo spettacolo si fa sempre più deprimente, i viola si rintanano dietro e aspettano l’iniziativa del Genoa. Al 70′ fuori Gilardino, alla prima da titolare dopo l’infortunio, dentro Vargas: bene il bomber di Biella, male il peruviano, che ancora una volta non riesce a mettere insieme una prova sufficiente.

Dopo aver corso qualche rischio di troppo, al 77′ la Fiorentina sfiora il raddoppio: su calcio d’angolo, un colpo di testa di Jovetic diventa un assist per Gamberini, che da due passi centra la traversa. Non senza qualche ulteriore sudore freddo, la partita finisce 1-0: Mihajlovic è salvo, almeno per il momento e per la società. I tifosi, dal canto loro, han deciso da un pezzo: “O Sinisa salta la panchina”.


6 novembre 2011 – Serie A
Chievo-Fiorentina 1-0

Mezza Italia finisce sott’acqua: prima la Lunigiana, poi Genova devono fare i conti con una alluvione drammatica, col fango che si porta via persone e cose. Il primo novembre una cinquantina di tifosi viola “non tesserati” partono alla volta di Aulla, per aiutare la popolazione. Il 6 novembre, dato che non possono andare in trasferta contro il Chievo, affittano un pullman e fanno il bis. Nel frattempo, a Verona c’è da giocare contro il Chievo, reduce da tre sconfitte consecutive. Per non farsi mancare nulla, durante il minuto di silenzio in memoria delle vittime dell’alluvione, Montolivo e Gamberini si mettono a sghignazzare. Si dirà poi, tra le sentite scuse degli interessati, che per un problema d’intestino, uno dei due, per dirla con Dante, “avea del cul fatto trombetta”. E giù, tutti a ridere… va bene progetto giovane, ma il livello dell’asilo infantile non sarà anche troppo?

Meteorismo o no, la partita contro il Chievo è decisiva per il futuro della stagione e di Mihajlovic. A Verona piove a dirotto e pin casa viola piove sul bagnato: dopo 25 minuti la Fiorentina deve fare a meno di Cassani e Behrami per infortunio. Rimangono altri 65 minuti con una sola sostituzione a disposizione.

Il guaio è che, infortuni o no, è la solita Fiorentina di sempre, brutta, lenta, macchinosa, tenuta a galla dal solo Jovetic e assolutamente non padrona del terreno di gioco. Benino fa Romulo, benino fa Gilardino, da segnalare anche un gol sfiorato di Montolivo, ma la porta di Sorrentino rimane inviolata.

La tegola arriva al 60′: fuori Natali, dentro Nastasic. Il quale viene subito battezzato da Moscardelli, che in cinque minuti, tra il 61′ e il 65′, sfiora per tre volte il gol. Dai e dai, un minuto dopo arriva il vantaggio del Chievo Verona, aiutato da una papera di Boruc che si fa saltare facilmente da Rigoni.

La reazione è nei piedi di JoJo, che in un paio di circostanze arriva al tiro, senza inquadrare la porta avversaria. Ma la sensazione è che ormai sia andata, anche perché le occasioni migliori le ha ancora il Chievo, che allo scadere centra anche una traversa con Hetemaj. Finisce 1-0, e sotto il cielo grigio di Verona finisce anche l’avventura di Mihajlovic a Firenze.

Nella serata di lunedì arriva l’ufficialità: via Mihajlovic, arriva Delio Rossi, che l’indomani, dopo la presentazione alla stampa, viene acclamato da centinaia di tifosi arrivati al Franchi. In 5000, invece, affolleranno la maratona il sabato mattina, per l’amichevole contro la Rondinella, con un entusiasmo che non si vedeva da un pezzo. Benvenuto, Delio!