Tutto il resto è noia (a parte Jojo)

22 ottobre 2011 – Serie A
Fiorentina – Catania 2-2

Dopo il grigio zero a zero di Cesena, la Fiorentina ha subito l’occasione per riscattarsi contro un Catania galvanizzato dai tre punti conquistati alle spese dell’Inter. Il colpo d’occhio del Franchi non è un granché: meno di 19.000 le presenze sugli spalti, tanti spazi vuoti in tutti i settori dello stadio, per il dato peggiore dall’inizio di questo campionato. Passati i giorni dell’entusiasmo, Firenze comincia di nuovo a credere poco nelle possibilità della squadra di Mihajlovic, verso il quale il gelo della piazza è sempre più palpabile. E nel parterre di tribuna spunta c’è chi invoca Delio Rossi…

Chissà come l’avrà preso Mihajlovic questo revival del nome dell’ex laziale che, come fosse un mantra, risuona ogni volta che la sua Fiorentina va male. Intanto, quel che è sicuro, è il ritorno tra i convocati di Alberto Gilardino, a un mese dall’infortunio rimediato ad Udine. Un recupero record da grande professionista, quale il Gila è, salutato da un lungo applauso quando ha preso posto in panchina all’inizio della gara e da una vera e propria ovazione all’84′, quando ha sostituito uno spento Santiago Silva.

Gila in panchina a parte, la formazione della Fiorentina non presenta troppe sorprese rispetto a quella immaginata alla vigilia, ad esclusione dell’impiego sulla sinistra di Munari al posto del figliol prodigo Vargas, perdonato dal mister viola per i bagordi notturni, convocato per la gara e costretto a partire dalla panchina. Il perché lo si capisce al 60′, quando finisce l’happy hour del peruviano e Mihajlovic lo fa entrare in campo… senza che nessuno si accorga della differenza.

La partita prende subito la piega consueta: in mezzo il disordine regna sovrano, lo schema dei gigliati è il consueto palla-a-cerci-o-a-jovetic-e-vediamo-che-ci-combinano, il Catania aspetta nella sua metà campo cercando di colpire in contropiede. Poi, al 20′, dal nulla un lampo: pallone recuperato da Montolivo che serve Munari, assist per Jovetic che con un gol bellissimo trafigge Andujar. 1-0!

Tolto il gol, rimane il fatto che la Fiorentina dimostra ancora una volta di non avere una parvenza di gioco. Montolivo, riportato in posizione centrale, è tra gli imputati principali: l’ex capitano sbaglia molti palloni, ha poco mordente e non riesce a dare impulso e geometrie alla squadra. Diffidato, al 30′ si fa anche ammonire per un fallo sciocco, saltando così la partita contro la Juventus.

Tra il 35′ e il 40′ la Fiorentina ha tre buone occasioni per mettere al sicuro il risultato, prima con Montolivo e poi per due volte con Jovetic. Ma proprio quando sembra che i viola possano chiudere i conti, arriva la consueta doccia fredda: al 41′, su calcio d’angolo, De Silvestri si perde nella propria area di rigore, lasciando Castellani libero di colpire di testa comodamente solo davanti a Boruc, graziato incredibilmente dall’attaccante etneo. Due minuti dopo, sempre su calcio d’angolo, arriva il gol del pari: cross dalla bandierina di sinistra che spiove sulla schiena di un De Silvestri curiosamente intento a guardare l’uomo anziché la palla, “assist” al limite dell’area piccola per Del Vecchio che da due passi la mette dentro. Allo scadere del primo tempo è 1-1.

Nel secondo tempo, la partita si incattivisce un po’, e tra falli e proteste ne approfitta il Catania, che in avvio fa tremare la difesa viola. Sugli scudi c’è Cesarone Natali, imponente baluardo difensivo, che al 57′ sfiora anche il gol da grande attaccante: palla splendida di JoJo e girata al volo in mezzo all’area che finisce a lato di un soffio. Peccato, perché una rete sarebbe stato il sigillo su una prestazione maiuscola, l’ennesima, del centrale gigliato.

Al 62′ la Fiorentina a corto di idee si riporta in avanti con un altro guizzo di Jovetic, che riceve il pallone al limite dell’area e con un tiro spettacolare sotto l’incrocio punisce di nuovo Andujar: 2-1.

I minuti passano, ma la Fiorentina non riesce in nessun modo a fare sua la partita né a gestire il risultato. Dai e dai, alla fine il Catania ne approfitta e con MaxiLopez, all’82′, acciuffa il pari:

la difesa viola va in confusione e Bergessio arriva in porta con un colpo di testa, respinto da Pasqual già oltre la linea. L’arbitro non se ne accorge, ma Maxi Lopez è in agguato e ad ogni buon conto ribadisce in rete. Due minuti dopo, Silva lascia il posto in campo ad Alberto Gilardino, mettendo fine ad una prestazione da dimenticare. Il Tanque ci mette cuore e grinta, ma un po’ per la mancanza di rifornimenti dalla fasce, un po’ per la forma che è quella che è, un po’ perché parte sempre lontanissimo dalla porta, ancora una volta non riesce ad incidere sulla gara.

Gara che nel finale, con le squadre lunghissime, sembra potersi aprire ad ogni risultato. Mihajlovic è sempre più nervoso, si agita e sbraita contro i suoi mentre in Fiesole si canta “O Sinisa salta la panchina”. Alla fine il serbo si fa anche espellere dall’arbitro Giannoccaro, che lo fa accomodare anzitempo negli spogliatoi. Fiorentina – Catania termina 2-2 tra i fischi dopo quattro dimenticabili minuti di recupero. I tifosi sono arrabbiatissimi, Mihajlovic è di nuovo sulla graticola, ma tempo per i processi non ce n’è, perché tra tre giorni è già Juventus. Poi tutto può accadere.