Dalle stelle… alla noia

2 ottobre 2011 – Serie A
Fiorentina – Lazio 1-2

Per la prima volta dopo tanti, troppi mesi, a Firenze si vola sulle ali dell’entusiasmo. Prima la vittoria in scioltezza sul Parma, poi il pari eroico al San Paolo, e ora la Lazio a Firenze, nel Franchi tornato ad essere un fortino inespugnabile: tutto sembra girare per il verso giusto e gli accaldati ventimila (un po’ pochini… ) del Franchi si aspettano una grande prestazione sotto l’ultimo sole di questa estate che sembra non finire mai.

Davanti, Mihajlovic ci riprova con Jovetic prima punta, mentre in difesa, un po’ a sorpresa, De Silvestri viene preferito a Cassani, non senza suscitare qualche perplessità. La scelta si rivelerà quantomai infelice, perché, alla fine, il buon Lollo non riuscirà a mettere insieme una prestazione soddisfacente: dalla sua parte si balla, e parecchio.

La Fiorentina parte forte e manda subito in crisi i biancocelesti: Vargas, schierato dal primo minuto e ben lontano dallo stato di forma, per un po’ semina il panico sulla sua fascia di competenza, salvo poi spengersi drammaticamente e farsi sostituire ad inizio ripresa.

Prima di scomparire nell’oblio, però, il peruviano ci mette lo zampino, e che zampino: all’8′ riceve un lancio di Montolivo, rimette subito nel mezzo il pallone per Alessio a Cerci che insacca. E’ 1-0!

Le cose sembrano mettersi bene per i Viola, che subito dopo il gol cercano di ribadire il proprio predominio territoriale. Ma, complice il caldo, la fiammata della Fiorentina piano piano inizia ad affievolirsi, ed il ritorno della Lazio è implacabile: al minuto 27 il Profeta Hernanes supera De Silvestri con facilità e con un diagonale batte Boruc. E’ 1-1. Il buon Pasqual prova subito a rimettere le cose a posto con un tentativo dalla distanza, ma con scarsi risultati. Si va a riposo sul risultato di parità.
In avvio è la Lazio a fare la partita, mentre i Viola diventano sempre più una squadra piccola piccola. La solita ovazione accoglie l’ingresso del Tanque al 54′, ma ormai la sensazione è che ci sia poco da fare. La Fiorentina è stanca, lo schema di gioco si riduce al palla-a-cerci-o-a-jovetic-e-vediamo-che-ci-combinano e l’unico che sembra crederci davvero è Pasqual.

Le occasioni, in realtà, non mancano né da una parte né dall’altra e, pur nella sua bruttezza, la partita è anche divertente e il pareggio un risultato giusto. La beffa, però, è in agguato: al 78′ il simpaticissimo Miroslav Klose inizia a prendere le misure a Boruc con un colpo di testa finito alto e due minuti dopo con un tiro scaricato a lato che fa rabbrividire il Franchi, ma non fa danni. Alla terza, però, il tedesco non sbaglia: torre di Sculli e incornata vincente solo davanti al portiere viola: all’82′ è 1-2 per la Lazio! La partita dell’entusiasmo ritrovato si finisce così, in una disfatta, una disfatta figlia degli stessi limiti e degli stessi errori di un anno fa.

JoJo viola ancora, e ancora, e ancora…
Nei quindici giorni di pausa del Campionato, insomma, Mihajlovic ne avrà di temi su cui riflettere. Ciononostante, intorno alla Fiorentina il morale schizza alle stelle quando, senza troppo clamore, la società annuncia di aver rinnovato col giocatore fino al 2016 e senza clausola rescissoria. “Sono stato io a non volerla” ha detto JoJo poco dopo l’annuncio, che sopprime in culla il rischio di ritrovarsi con un’altra telenovela contrattuale in casa. Altro che…

 

16 ottobre 2011 – Serie A
Cesena – Fiorentina 0-0

Ancora gongolanti per Jovetic, i Viola si ritrovano ad affrontare il Cesena ultimo della classe secondo i dettami della barbara usanza del lunch match. Rispedito in panchina De Silvestri, Cassani torna a prendersi la fascia destra, mentre Ljajic, desaparecido in tribuna da tempo, torna ad accomodarsi in panchina. Vargas, reo di aver fatto le ore piccole in giro per locali prima della partita contro la Lazio, non è neanche convocato.

L’approccio della Fiorentina alla partita non è dei migliori: a centrocampo regna la confusione più totale e la manovra è di una lentezza estenuante. Montolivo impiegato a destra è impacciato, Behrami davanti alla difesa non riesce a far vedere i suoi tipici guizzi in avanti, l’unico che fa vedere qualcosa è Lazzari. Ma qualcosa non è abbastanza.

 

Nonostante la pochezza di gioco, un paio di occasioni la Fiorentina riesce a crearle sia nel primo che nel secondo tempo, quando, per un motivo o per un altro, lo schema palla-a-cerci-o-a-jovetic-e-vediamo-che-ci-combinano riesce a portare un viola davanti ad Antonioli. Le occasioni migliori le ha il Cesena, che con Guana centra la traversa al 19′. Nella ripresa, è Candreva a colpire un altro legno, con Boruc praticamente battuto.

Nel nulla del gioco della Fiorentina, si mette mostra Santiago Silva, prima con un bel triangolo che mette Jovetic davanti al portiere avversario al 69′, poi allo scadere mancando di poco l’appuntamento con il gol su cross rasoterra di Cerci, reso innocuo dal provvidenziale intervento in extremis del difensore bianconero Von Bergen. Da segnalare anche la furbata di Mutu, che, per non farsi mancare nulla, al 73′ rifila una gomitata a Cassani guadagnandosi il rosso diretto.

Finisce 0-0, tra i fischi del migliaio di tifosi viola arrivati a Cesena e i cori “salta la panchina”: “A stare a Firenze ci si abitua a tutto” sbotta Mihajlovic a fine partita tanto per stemperare i toni. Sarà, fatto sta che, se c’è una cosa alla quale a stare a Firenze è bene che nessuno si abitui, è il tunnel del non gioco in cui la Fiorentina si è infilata un anno fa.