Buon campionato, Fiorentina!

Cominciare un campionato con rinnovate ed ottimistiche prospettive era un po’ l’auspicio di tutto l’universo viola: della società, dei giocatori e dei tifosi. Ecco perché lo spirito positivo con cui Firenze si approccia a questa nuova stagione va considerato come un primo grande successo.

L’estate della rivoluzione in casa viola
L’ormai indifferibile rivoluzione è stata realizzata in gran parte questa estate, al termine della stagione più tormentata dell’era Corvino. Come tutte le rivoluzioni, anche questa non poteva essere indolore e senza sacrifici. Gli addii a Frey e Mutu si erano resi indispensabili, hanno cause ed origini profondamente diverse, ma ci hanno procurato uno strappo al cuore.
Dal primo il divorzio è stato principalmente per motivi economici, il secondo invece per noti ed insopportabili problemi comportamentali. Con loro tuttavia se n’è andato il pezzo portante della grande Fiorentina degli ultimi anni: sia Seba che Adrian hanno firmato memorabili imprese in Italia e in Europa con la maglia viola ed è giusto tributargli, quando verranno da avversari, sinceri applausi e commoventi accoglienze, come solo Firenze sa fare.
A loro va anche il nostro grande in bocca al lupo per le migliori fortune professionali, così si dice e si scrive nei comunicati di congedo. Per affetto, ma non per apporto ai successi, accomuniamo a Frey e Mutu anche Donadel e Santana, che pure sarebbero rimasti volentieri, ma sono finiti sacrificati sull’altare del rinnovamento.

E Corvino tornò a fare… Corvino
Coraggioso, spregiudicato, decisivo è stato l’operato nuovamente brillante del direttore sportivo Pantaleo Corvino, che in un’estate tormentata ha agito seguendo alcuni filoni precisi e condivisibili: acquisti mirati e nessuna follia, taglio del monte ingaggi e centralità della società.
Pantaleo è tornato a fare il “Corvino”: in mezzo a trattative estenuanti, depistaggi, intuizioni e pugno duro, è riuscito a ridurre di quanto gli era stato richiesto il monte ingaggi complessivo, non si è fatto suggestionare dalle operazioni dolorose (la perdita di D’Agostino lo è stata), ha incassato – come noi – amare delusioni, come la brusca interruzione dell’affare Aquiliani, ma tutto sommato ha rinforzato la rosa trattenendo i veri fuoriclasse della Fiorentina e consegnando a Sinisa Mihajlovic una squadra completa, che l’allenatore può plasmare secondo i propri canoni di gioco.

Energie nuove per difesa e centrocampo
In difesa, oltre all’arrivo del giovane serbo Nastasic, da cui tutti hanno ricavato impressioni fantastiche, il vero colpo è stato l’acquisto di Cassani, elemento che può essere utilizzato sia a destra – suo ruolo congeniale – che a sinistra in caso di necessità. E rinforzare gli esterni difensivi era una delle priorità del mercato.
Il centrocampo invece era il reparto da cambiare maggiormente di fisionomia. Rinvigorito già dall’arrivo di Behrami a gennaio, la mediana è stata ulteriormente tonificata dall’acquisto di giocatori come Lazzari, solido, regolare, in grado di assicurare quantità, qualità e qualche gol, come Munari, una seconda linea capace di mettersi senza egocentrismi al servizio della squadra, come Kharja, centrocampista duttile che può ricoprire più ruoli – tra cui quello di Montolivo – con una costanza di rendimento invidiabile.

Santiago Silvia: una corvinata a suon di gol
Infine l’attacco, dove il vero grande acquisto è stata la “riserva” di Alberto Gilardino. Le virgolette sono doverose per un centravanti che arriva con un bagaglio di circa 40 gol siglati negli ultimi due anni di campionato argentino e che promette, attraverso le proprie folli esultanze, di entrare di getto nel cuore dei tifosi viola. Sulla carta, il rapporto qualità-prezzo per un quasi trentunenne nel pieno della sue forze, configura un’operazione di mercato clamorosa, alla “Corvino” appunto.

Il ruggito di JoJo…
Ci sono poi le grandissime aspettative che il popolo viola nutre sul ritorno di Stevan Jovetic. Dopo lo strepitoso anno pre-infortunio, dove il montenegrino esplose in campionato e in Champions, adesso tutti attendono la sua definitiva consacrazione. L’inizio di stagione è stato a dir poco incoraggiante: indiavolato col Cittadella in Coppa Italia, fermato dal palo e dalla sfortuna, subito in gol con la propria Nazionale nella sfida col Galles. JoJo ha voglia di spaccare il mondo.
Quell’anno trascorso tra ospedali, sale operatorie, rieducazioni e palestre gli ha trasmesso una carica ed una voglia debordanti. Se la condizione fisica lo assiste, farà un exploit, sarà devastante. E’ lui il nostro grande fuoriclasse, è lui la nostra nuova bandiera, è lui che può far tornare sorriso ed entusiasmo al pubblico viola e anche al compagno di reparto Gilardino, ingrigito da un anno di solitudine estrema in avanti e della sfiancante querelle con la società.

… e la metamorfosi di Cerci
E poi c’è Cerci. La sua incredibile metamorfosi non ha paragoni nella nostra memoria. Dopo un disastroso approccio con la maglia viola, il fantasioso esterno destro della Fiorentina nella seconda parte della scorsa stagione ha letteralmente strabiliato e si è ripresentato al Franchi quest’anno con un gol da antologia. Anche per Cerci questo sarà l’anno decisivo, per capire chi è veramente e dove potrà arrivare.

Di nuovo insieme, uniti: il futuro è già qui
Si riparte dunque dal Bologna, tutti più sereni, più convinti, sicuramente più uniti, nonostante una frangia estrema, accanita, ma rispettabile di dissidenti. Lo scorso maggio il derby dell’Appennino fu l’ultima gara casalinga della stagione e fu tutt’altro che un trionfo. Seppure la Fiorentina venisse da un buon periodo, il congedo di Mihajlovic e dei giocatori fu accompagnato dagli stizziti fischi della curva, decisa a stigmatizzare un campionato giocato con scarso mordente e foriero di scarsissime soddisfazioni. In quel momento gravavano molti interrogativi sul futuro della Fiorentina che, piano piano, in estate, abbiamo scoperto essere ancora roseo e promettente.
Un futuro garantito dalla squadra Primavera, che con un’altra impresa all’Olimpico di Roma ha conseguito il secondo successo nel giro di sei mesi: dopo la Coppa Italia anche la Supercoppa. Trionfi ottenuti con grande determinazione, con qualità e con alcuni elementi che già potranno, nei prossimi mesi, affacciarsi in prima squadra. Un riconoscimento del lavoro di programmazione, selezione e sviluppo operato in questi anni dal settore giovanile viola.

DDV e un ‘disagio’ inconfessabile
Un futuro garantito anche dal marchio di una famiglia, i Della Valle, leader nell’imprenditoria e all’avanguardia nell’organizzazione aziendale. A questo proposito volevamo segnalarvi con piacere che qualcosa bolle in pentola: dopo la conclusione dei campini e il ritrovato entusiasmo della città, se l’amministrazione fiorentina si decidesse a sciogliere il nodo cittadella, colpevolmente rimandato da troppo tempo, potrebbe riaffacciarsi prepotentemente sulla scena Diego Della Valle. Il quale – non lo confesserà mai – non si sente per niente a suo agio in questo esilio dal mondo del calcio che si è autoimposto. La Fiorentina gli piace, ha sensazioni molto positive sul futuro, ha solo bisogno di una forte spinta per tornare. Se tutti si mettono di impegno, Firenze potrebbe fare il suo vero nuovo grande acquisto.

I tifosi: da 85 anni al fianco della squadra viola
Un futuro garantito naturalmente anche da una tifoseria che nel bene e nel male sa sempre qual è il suo compito, di supporto estremo, quasi kamikaze nei momenti di bisogno, di stimolo, critica, polemica quando avverte che le cose non stanno andando per il verso giusto. Dopo nove anni di trionfale convivenza, si può dire che i fiorentini e i Della Valle non si conoscono proprio alla perfezione, ma che iniziano a capirsi. E presto torneranno ad amarsi. Quanto ai ragazzi in campo, a loro da 85 anni il pubblico del Franchi ha fatto sempre e solo una richiesta: amare ed onorare la maglia viola. Buon campionato, Fiorentina!

Cristiano Puccetti