Dario Zampa, ambasciatore della friulanità

Tifoso bianconero e autore dell’inno dell’Udinese, re del folk friulano e ambasciatore della friulanità nel mondo, Dario Zampa vanta una lunga carriera artistica e musicale che affonda nei lontani anni ’60, tra le canzoni di Sergio Endrigo e Giorgio Gaber, come “Valentina”, prima performance proposta come intermezzo ad un vasto pubblico ed immediatamente apprezzata: “Eh sì, continuo ancora dopo 40 anni ed è la longevità artistica che mi aiuta a dare musicalmente voce ed immagine al Friuli – confessa – Ricordo benissimo gli anni ’60, fino al ’90, e forse la classifica dell’Udinese è un po’ l’emblema del benessere acquisito in questi anni dalla crescita del nord-est”.

Partita con l’obiettivo salvezza, quest’anno l’Udinese accarezza il sogno Champions. Quale è la chiave del successo?
“Sicuramente la fortuna, ma soprattutto la capacità della famiglia Pozzo di aver saputo riorganizzare una squadra provinciale in un gruppo compatto che ha imboccato la strada giusta, diventando un fenomeno. Una squadra che cerca di sopravvivere tra i grandi club pur non avendone le possibilità: ci sono delle annate come questa nelle quali puoi toglierti delle belle soddisfazioni, ma senza scordare mai che può esserci anche l’anno in cui va tutto storto e rischi di retrocedere”.

Che effetto fa ascoltare l’inno scritto da te e cantato dai tifosi?
“Grandi soddisfazioni, l’inno è il canto che unisce, un punto di riferimento per i tifosi. Il ritornello “Alè Udìn” è la frase che colpisce. La canzone racconta di un gruppo di persone che si unisce sotto una bandiera, sono i tifosi che si ritrovano per inneggiare alla propria squadra, ma anche alla propria terra e alle proprie origini. Noi siamo diversi rispetto a Firenze perché voi culturalmente avete cose importanti che fanno parlare nel mondo della vostra città, noi abbiamo soltanto la squadra ed io che ho avuto l’occasione di viaggiare con la mia musica, mi meraviglio quando fuori dai nostri confini sento parlare di Udine, anzi di Udinese. Per noi questa squadra è diventata una vera bandiera, siamo conosciuti per la squadra e non per le opere artistiche o per la cultura. E’ un’immagine del Friuli che rafforza le nostre radici”.

A Firenze che partita ci attende?
“Dovete sapere che i Friulani sono parecchio realistici, non freddi calcolatori, ma realistici. Abbiamo i nostri soliti 15.000 abbonati e teniamo alla Champions, non ci capita tutti gli anni di arrivarci, e dobbiamo dire grazie anche ai giocatori, soprattutto al duo Di Natale – Sanchez, giocatori che hanno un feeling  particolare, tanto che se vendessero uno dei due già si romperebbe il giocattolino. A Firenze sarei soddisfatto per un pareggio, sarebbe comunque un buon risultato. La Fiorentina è a metà classifica e proprio per questo penso che la partita non crei motivi per una disputa accesa”.

Antonio Lenoci e Francesco Nidiaci

Redazione di Radio Rosa