Matteo Amantia, ‘Mister Hyde’ dal cuore rossoazzurro

Matteo Amantia il successo lo ha conosciuto con il gruppo catanese degli Sugarfree, di cui è stato cantante e frontman fino al 2009 e all’inizio della sua seconda vita artistica come solista: “Non riesco a fare musica scendendo a compromessi – spiega – proprio non ce la faccio. Io mi devo sentire libero per esprimere quello che sento dentro. Con gli Sugarfree non ero d’accordo sulla direzione artistica da seguire, e per questo ho lasciato il gruppo. Adesso per me è come rinascere, tra meno di un mese esce il mio primo cd, un lavoro che curato nei minimi dettagli in questi ultimi due anni: è stata una gestazione lunga, ma finalmente ecco ‘Mr Hyde’, forse il lato più oscuro di me”.

Lo stadio, un’emozione infinita
Un album d’esordio che potrebbe balzare subito ai primi posti delle classifiche, un po’ come nel calcio Matteo Amantia spera che possa accadere alla sua squadra del cuore: “Beh, mi piacerebbe che anche il mio Catania balzasse ai primi posti della classifica – dice – ma per il momento stiamo nelle zone basse. In città ci sono persone che vedono negativamente questo nostro campionato, io invece non sono pessimista. Nonostante tutto siamo in Serie A e ce la stiamo giocando. Poi il tifo è sempre presente, e avere l’apporto del pubblico è sempre gratificante”.
Una piazza, quella di Catania, da sempre calorosissima: “Mio padre, quando avevo 10 anni, mi portò per la prima volta allo stadio – racconta Amantia – Ricordo perfettamente i colori ed i cori dei tifosi, quell’emozione che trascina, che dà la carica. Mi ricordo di aver avuto la sensazione di essere attraversato da un’ondata di energia. Poi, con gli anni, ho anche avuto modo di suonare dentro lo stadio con gli Sugarfree e non potete capire l’emozione di sentire urlare le persone, ma urlare per me, insomma per noi. Non dimentichiamo che, per uno che fa musica, uno stadio è il luogo più grande in assoluto per suonare dal vivo”.

Con i viola una partita bella e combattuta
Per il Catania la partita del Franchi è l’occasione per dimostrare maturità in trasferta, contro una Fiorentina smarrita a caccia di punti salvezza in una stagione senza acuti: “Non è un derby, e questo è già positivo: sapete bene la rivalità che c’è con il Palermo. Quelle sono partite difficili da gestire sia in campo che sugli spalti. C’è troppa adrenalina. Io non condivido nel modo più assoluto quando l’agonismo e il tifo toccano le corde della violenza. Sinceramente, puntando sulla sportività, spero di godermi una bella partita, corretta e combattuta”. Quello che rischia di mancare, in questo campionato pieno di sorprese ed equilibrio, è il bel gioco: “Io ovviamente tiferò Catania, ma mi auguro che tutti possiamo assistere ad un calcio di ottimo livello”.

Antonio Lenoci e Francesco Nidiaci

Redazione di Radio Rosa