La Fiorentina siamo noi!

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
“Le ultime vicende della nostra adorata squadra mi portano a fare alcune riflessioni che desidero condividere con chi ha a cuore le sorti dei nostri gloriosi colori. Non sono fiorentino di nascita, sono di Piacenza, dove risiedo con la mia famiglia, ho 47 anni e sono un professionista nel mondo delle assicurazioni. Ma soprattutto sono un tifoso della Fiorentina, sono un abbonato del parterre di Tribuna che per assistere a spettacoli come l’ultimo Fiorentina-Lecce, si sobbarca 500 km, con tutto quello che ne consegue sia dal punto di vista “costi”, sia dal punto di vista “rischi” (incidenti, nebbia, ecc.). Ma la Fiorentina è parte della mia vita, è per me, e da alcuni anni anche per mio figlio Nicolò di 11 anni, motivo di orgoglio, di sentimento, di passione, di fierezza, di ardore, di gioia infinita alla semplice vista di una maglia viola, di sincera commozione all’inno cantato ed urlato da tutto lo stadio.
Tutti noi, tifosi appassionati e competenti, potremmo dire la nostra, nel bene e nel male, su ciò che non va, su quel modulo da cambiare, su quel giocatore da comprare o da vendere, su una partita che avremmo potuto vincere o su un’altra che avremmo dovuto evitare di perdere, ma il problema non è questo, il problema è che il Meraviglioso Popolo Viola, quello che muoveva masse di gente, quello che incuteva timore e rispetto sia al Franchi che in trasferta, quello che era vanto ed orgoglio per la nostra città (sì, perché Firenze la sento un po’ anche mia…), oggi, forse, si è smarrito ed a stento fatica a ritrovarsi. Lasciamo perdere le beghe societarie, lasciamo fare i dirigenti a chi è pagato per farlo, ritorniamo a fare i Tifosi (quelli con la T maiuscola), facciamo capire a questa città, a questa Società, a questi giocatori, che noi siamo quel valore aggiunto che ci rende unici, orgogliosi e meravigliosamente fieri delle nostre origini, fatte di stagioni esaltanti, ma anche di drammi mai accettati, fatte di vittorie epocali, ma anche di sconfitte cocenti. Ma noi siamo il fantastico Popolo Viola, e per me niente e nessuno vale di più. I giocatori arrivano, ci fanno innamorare per un dribbling o per un gol segnato sotto la curva Fiesole, baciano la maglia, se la stringono al petto, si inchinano e poi, attirati da sirene più nobili e ricche, se ne vanno. Certo, questo fa male, ma così è la vita e se loro decidono di andare, noi dobbiamo continuare a tifare, a fare ascoltare la nostra passione a chi vorrà venire e provare ad emozionarci ancora una volta.
Vi prego, vi esorto, torniamo ad avere il piacere di far sentire il nostro calore, torniamo a far palpitare i nostri cuori perché questo conta più di tutto il resto. Basta polemiche, basta tristezza, basta litigare per quello che poteva essere e non è stato, ricordiamoci del nostro recente passato, che ci ha visto invadere paesini che nemmeno sapevamo esistessero. Riprendiamo a far battere di ardore e di sana passione i nostri petti, al di là dei risultati del campo, ritorniamo a vincere sugli spalti la sfida del tifo, coloriamo di viola il nostro stadio, perché Noi siamo la Fiorentina ed il resto è il nulla”.
Gigi Castagnetti