FRANCESCO BACCINI, bandiera rossoblù

Era il 1988 quando Francesco Baccini venne scelto da Caterina Caselli per interpretare la sigla finale di Sanremo con lo pseudonimo “Espressione Musica”: il motivetto “Oh-hop-e-hop o mamma dammi i soldi tu, oh” fu una delle canzoni più fischiettate della kermesse. A distanza di ventitrè anni, il cantante genovese sta portando in giro per l’Italia il suo nuovo spettacolo “Baccini canta Tenco”, dove ha spogliato e reinterpretato magistral-mente le canzoni del compianto cantautore.  “Siccome non esistono nuove versioni dei suoi capolavori – ci racconta Baccini – ho provato a modernizzarne gli arrangiamenti. Ho sempre immaginato le canzoni di Tenco in bianco e nero. Ho provato a trasformarle a colori”. Nato nel capoluogo ligure, cresciuto ascoltando i cantautori genovesi, Francesco ha una passione smodata per il Genoa, una delle due squadre della sua città. “Non c’è cattiveria tra le tifoserie della Samp e la nostra – puntualizza – Non si sono mai verificati scontri, ci si limita alle prese in giro, agli sberleffi”.

Genoa e Fiorentina stanno pagando il cambio di allenatore

“Sugli spalti sono considerato una bandiera – confessa – l’emozione per aver scritto l’inno della tua squadra del cuore è immensa, e quando la senti cantare dai ragazzi della curva, fa venire i brividi, perché le canzoni rimangono nel tempo, i giocatori invece passano”.
“Vedere la partita in curva a Marassi è un bordello totale. Sei costretto a cantare perché cantano tutti. Il Genoa oggi affronta la Fiorentina, a mio avviso due squadre sottotono rispetto agli ultimi campionati. Quest’anno non ingranano, pur essendo sulla carta compe-titive, basta leggere le formazioni. Sicuramente il cambio di allenatore è stato un fattore determinante. Con Prandelli la Fiorentina è arrivata in Champions ed il Genoa con Gasperini aveva sfiorato l’Europa. Si scontrano due squadre che hanno subìto una trasformazione a livello di gioco e di mentalità: mentre negli ultimi anni facevano un gioco propositivo e le vittorie arrivavano, quest’anno si fatica. Il Genoa, paradossalmente, sta andando bene fuori casa: la cosa drammatica è che perdiamo a Marassi, da sempre una roccaforte. Guardiamo il nuovo allenatore Ballardini in maniera interrogativa: francamente non ho ancora capito che gioco vuol dare alla squadra. Si fatica a proporre, e quando sei in casa il gioco lo devi proporre tu, mentre fuori aspetti che la squadra di casa attacchi”.

A Firenze, in trasferta, un pari per il rilancio
Il via vai di calciatori non dà certo una mano: “Il calciomercato continuo si ripercuote negativamente sulle squadre, perché vedi giocatori che cambiano maglia, e se tu sai che domenica prossima sei in un altro club, entri in campo distratto”.
Pronostico? “Per me pareggio, avendo visto le ultime trasferte del Genoa. Chiedo ai tifosi di sostenere sempre la squadra, perché sia a Genova che a Firenze c’è un tifo caloroso, viscerale, e mi auguro che entrambe riescano finalmente a ingranare e a finire il campionato in una posizione di classifica più consona. Sono due grandi città, importanti per il calcio”.

Antonio Lenoci
e Francesco Nidiaci
Redazione di Radio Rosa